PUBBLICHIAMO DI SEGUITO UN SUNTO DELLA INCREDIBILE VICENDA DEL CAV. SALVATORE AMORELLI, ARTIGIANO NOTO IN TUTTO IL MONDO PER LE SUE FAMOSE PIPE, VITTIMA DELLA BUROCRAZIA STATALE E DELLA INSENSIBILITA' DELLE BANCHE
Con istanza presentata il 20/11/1996, il sig. Salvatore Amorelli richiedeva al Ministero del Tesoro, del Bilancio, della Programmazione Economica, a mezzo della “Caltanissetta S.c.p.a. (poi Caltanissetta S.c.a.r.l.) Soggetto responsabile per il Patto Territoriale di Caltanissetta, al quale aveva aderito, l’approvazione del progetto per la realizzazione di un opificio industriale per la produzione di pipe per fumatori e articoli da regalo da svolgersi in due distinti fabbricati.
Con provvedimento pubblicato sulla G.U. 274 del 24.11.1997, il Ministero TBPE suddetto per cui con delibera CIPE del 17.03.1998 è stato assegnato al Patto Territoriale della Provincia Regionale di Caltanissetta un contributo di lire 85.712.700.000 pari al 75% delle spese di ogni singola iniziativa.
Tra tali iniziative era ricompresa anche quella della Ditta Amorelli che presentò il progetto esecutivo corredato da tutti i documenti richiesti, da asseverazione bancaria, da concessione edilizia ottenuta nelle more. (Concessione edilizia nr. 50461 del 17.09.1998 in agro di Caltanissetta , in deroga alle previsioni del nuovo PRG in quanto iniziativa produttiva approvata dal CIPE ed inserita nei Patti Territoriali)
Esaminato tale progetto e la relativa documentazione prodotta e ritenendolo valido, costruttivo e ritualmente documentato, con Decreto n .2504 del 21.10.1999, il suddetto Ministero, concesse al Sig.Amorelli, un contributo finanziario di complessive £ 2.704.100.000 da corrispondere in n. 3 rate annuali, disponibile dalle risorse finanziarie assegnate al CIPE al Patto Territoriale della Provincia di Caltanissetta.
Il Decreto in questione firmato dal Direttore Generale del Servizio per la Programmazione Negoziata riconosceva, pertanto, il diritto alle agevolazioni sulla base delle esigenze di pagamento effettivamente maturate (art. 3 Decreto), subordinando l’erogazione delle tre rate di contributo all’atto definitivo dell’acquisto del suolo(art. 7 Decreto)
Il Decreto prevedeva, inoltre, che l’erogazione delle tre rate del contributo sarebbe dovuta avvenire a seguito della presentazione da parte del soggetto beneficiario, da rendersi ai sensi della legge 15/68, attestante l’importo delle spese sostenute, la loro corrispondenza con quelle programmate, nonché la conformità dei lavori eseguiti rispetto al progetto esecutivo approvato.
Inoltre l’erogazione dell’ultimo rateo pari al 10% del contributo complessivo, sarebbe, invece, rimasta subordinata alla verifica da parte del Servizio per la Programmazione Negoziata del Ministero competente, contenente le fatture ed i documenti fiscalmente irregolari.
Fiducioso del rapporto instaurato e dei provvedimenti ministeriali, l’Amorelli acquistò il terreno e diede inizio ai lavori di edificazione dell’opificio industriale, fornì fideiussione assicurativa in favore del suddetto Ministero TBPE.
Infatti con atto pubblico del 10.02.2000 la Ditta Amorelli acquistava per la somma di euro 196.253,62 il terreno sul quale iniziava ad edificare i due fabbricati strumentali al programma.
In data 22.06.2000 il Ministero, a seguito della verifica della validità della documentazione di spesa sostenuta dalla ditta Amorelli erogava, a titolo di anticipazione, la prima quota di finanziamento pari a £. 901.366.000 e restituiva l’originale della polizza fideiussoria.
Con determinazione ministeriale del 2.11.2004 il Ministero rideterminava la data di completamento del programma fissandola al 21.10.2005
Completati entro tale data i lavori la ditta ne dava comunicazione al Ministero con lettera A/R del 19.11.2005 e, successivamente, con nuova lettera del 20.04.2006; indi con istanza del 5.07.2006 e del 12.07.2006 richiedeva l’erogazione della seconda e della terza rata di finanziamento pari a complessivi euro 791.378,37 avendo sostenuto e dichiarato spese per macchinari ed opere edili pari ad euro 1.656.387,08.
In data 21.09.2006, come attestato dal relativo verbale, il soggetto responsabile del Patto Territoriale, procedeva all’accertamento e verifica delle opere realizzate attestandone la piena conformità al progetto autorizzato.
In tal momento come attestato dalla lettera del 28.09.2006, l’opificio fu posto in attività con funzionamento “ a pieno regime”; ma pochi giorni dopo, e precisamente dal 2.10.2006, la società soggetto responsabile del Patto Territoriale cominciò ad avere una serie di incomprensibili difficoltà operative, insabbiò tutti i solleciti e le richieste dello scrivente, finchè, addirittura venne sciolta e le funzioni di responsabile del Patto Territoriale vennero trasferite nella figura del Segretario Generale della Provincia di Caltanissetta.
La vicenda si colloca in un più ampio quadro di defaillance totale della Caltanissetta S.C.P.A., che non è mai stata in grado di seriamente adempiere all’esercizio delle funzioni demandatele quale Soggetto Responsabile locale e si è, persino, trovata in tali ristrettezze da dover diminuire, per assorbire la perdita di gestione, il proprio capitale sociale costituito da quote partecipative pubbliche, ed il tutto nonostante il percepimento di un cospicuo contributo statale per le proprie spese di gestione e, financo, una PERCENTUALE,pretesa con sconcertante disinvoltura, sul contributo pubblico riconosciuto ai programmi d’investimento.
Il tragicomico epilogo fu la trasformazione in una nuova società (Caltanissetta s.c.a.r.l.) SENZA ONERI NE’ OBBLIGHI PER IL PREGRESSO.
La situazione di gravissima disfunzione in cui il Soggetto Responsabile locale si è trovato a versare, in particolare, ha generato caos procedimentale e disorientamento anche presso la competente Direzione Ministeriale che non è più stata messa nelle condizioni di poter prestare una efficace opera di coordinamento sullo strumento di programmazione negoziata.
A tal proposito tanto dal Ministero quanto da organi di informazione vennero adombrati profili di gravissime irregolarità amministrative nonché di “gestione scellerata dei conti”.
Si noti come, in particolare, per quanto concerne la Ditta Amorelli, come nel corso del 2006 il Soggetto Responsabile Caltanissetta S.C.P.A. abbia accertato l’avvenuta realizzazione dell’investimento , convalidando con un annullo tutti i titoli di spesa, ma, INSPIEGABILMENTE, abbia OMESSO di chiedere l’erogazione degli Stati d’Avanzamento Lavori (SAL)
Analogamente anche nel 2007 il nuovo Soggetto Responsabile (Caltanissetta S.c.a.r.l.) e, nelle more della liquidazione della società, il Segretario Generale del Comune di Caltanissetta, dott. S. Montaperto, ometteva di chiedere al Ministero l’erogazione del S.A.L.
Pertanto, nonostante avesse formulato le proprie richieste in piena adesione alle previsioni di legge, prodotto numerose diffide stragiudiziali e messe in mora, il sig. Amorelli ha dovuto, persino, proporre ricorso al T.A.R. Sicilia per l’accesso agli Atti Amministrativi in seguito al silenzio serbato dai soggetti intimati : Ministero Sviluppo Economico, Caltanissetta s.c.a.r.l., Comune di Caltanissetta.
In risposta otteneva solo vaghe comunicazioni sostanzialmente elusive delle proprie legittime richieste.
2) La vicenda finanziaria
Per fare fronte agli investimenti connessi alla realizzazione del progetto ammesso al finanziamento di cui al Patto Territoriale la Ditta Amorelli , non disponendo di liquidità, ma ponendo in garanzia un cospicuo patrimonio immobiliare societario e personale di questo titolare poneva in essere operazioni di mutuo, per il reperimento delle somme necessarie, con alcuni istituti finanziari.
Appare evidente come il presupposto fondamentale della concessione dei fidi sia stato il Decreto di Concessione del contributo statale a valere sul Patto Territoriale
Ovviamente, a causa della mancata percezione della seconda e della terza rata del finanziamento da parte del Ministero per il tramite del Sogetto responsabile del Patto Territoriale della Provincia di Caltanissetta, gli Enti erogatori dei prestiti iniziavano a richiedere il rientro delle scoperture concesse.
In particolare nel 2004 la Compagnia Assicuratrice Unipol s.p.a, alla data odierna soddisfatta in ogni sua pretesa, dava inizio, presso il Tribunale di Caltanissetta alla procedura esecutiva immobiliare n.51/2004 nella quale si costituivano con autonomo atto di intervento i seguenti creditori :
1 IRFIS – Atto dichiaratorio del 28.09.2007 per la complessiva somma di euro 330.884,75 oltre interessi dal 28.08.2007
2 BANCO DI SICILIA – Atto di intervento del 20.01.2007 per la complessiva somma di euro 796.962,04 oltre interessi dal1 Aprile 2006
3 CREDITO SICILIANO – Atto di intervento del 14.07.2005 per la complessiva somma di euro 227.964,12 oltre interessi al tasso contrattuale dal 31.12.2004 in base all’Atto di Precetto su mutuo fondiario – Atto di intervento del 14.07.2005 per la complessiva somma di euro 7.183,98 oltre interessi dal 20.07.2003 in base ad una cambiale agraria derivante da Finanziamento Agrario n.62230 – Atto di intervento del 14.07.2005 per la complessiva somma di euro 9.670,00 oltre interessi dal 1.01.2005 in base al Conto sofferenza n.192290 derivante da conto corrente
4 ITALFONDIARIO – Atto di intervento dell’8.11.2007 per la complessiva somma di euro143.363,88 oltre interessi dal 22.06.2007 in base a n. 4 conti correnti intrattenuti con Intesa San Paolo s.p.a. di cui Italfondiario è mandatario con rappresentanza
5 SERIT SICILIA – Atto di intervento del 14.09.2007 per la complessiva somma di euro 589.388,87 oltre interessi dal 14.09.2007 per tributi accessori ed altre pubbliche entrate
6 CRIAS – Atto di intervento del 19.04.2005 per la complessiva somma di euro 11.822,94 oltre interessi dal 19.04.2005 per contratto di finanziamento del 27 giugno 2003
Il totale della procedura è, pertanto, di euro 2.117.240,00
Il Giudice del Tribunale di Caltanissetta emetteva Decreto di ingiunzione
La Ditta Amorelli dava pertanto incarico al Dott.Baldassare Accolla con studio in Siracusa Via Teocrito 77, per la ricostruzione tecnico- contabile del rapporto di conto corrente intrattenuto tra la medesima ditta e gli istituti bancari al fine di determinare le maggiori somme pagate in conseguenza dell’applicazione degli interessi anatocistici.
Dalla relazione scritta del citato Dr.Accolla è emerso che
- Il credito del Banco di Sicilia non è di euro 769.962,04 come richiesti al Giudice bensì di euro 487.903,51 ; La somma reclamata dal Banco di Sicilia risulta essere richiesta in palese violazione del divieto di anatocismo previsto dall’art.1283 Cod.Civ. e dal giroconto non autorizzato sul conto corrente ordinario delle competenze relative ai conti anticipi; pertanto, dalla predetta consulenza si apprendeva che il predetto istituto di credito ha applicato sul conto corrente INTERESSI USURARI